sabato 10 novembre 2018

La palazzina di caccia di Stupinigi

I Savoia scelsero Stupinigi, oggi l' unica frazione del comune di Nichelino (TO), per costruire la loro residenza per la caccia e per le feste, la cui costruzione iniziò nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra e proseguì fino alla fine del XVIII secolo, dato che subì vari interventi di ampliamento anche da parte di altri architetti, tra cui Benedetto Alfieri. 

La palazzina si trova a 10 km da Piazza Castello, in perfetta direttrice con il Palazzo Reale. A Stupinigi i Savoia si dilettavano in battute di caccia e celebravano feste e ricevimenti di matrimonio.
Può suonarci strano oggi come oggi, ma ai tempi la caccia al cervo era considerata un momento di svago e di socializzazione. Lo scopo primario era quello di mettere in ottima luce il Re agli occhi di tutti i partecipanti alla battuta di caccia. Pensate che in tutte le occasioni erano sempre presenti un medico e una carrozza che circolava vuota, pronta ad accogliere il Re nel caso in cui fosse stato stanco.

Nei primi anni dell'800 anche Napoleone e sua sorella Paolina soggiornarono a Stupinigi e il loro passaggio è ancora evidente all'interno della palazzina, per esempio al bagno di Paolina Bonaparte.

Vi ricordate la Regina Margherita di Savoia di cui vi ho parlato nell' ultima puntata? Ecco, anche lei scelse Stupinigi come suo luogo di residenza all' inizio del XX secolo e tra l'altro è stata l'ultima ad avervi abitato.

Oggi la palazzina è aperta al pubblico in alcune sue parti e conserva gli arredi originali. Il percorso di visita dura circa un'ora. Compresa nel prezzo c'è anche un'audio-videoguida, che secondo me vale la pena di prendere perché spiega bene tutti gli aspetti storici e approfondisce i particolari delle stanze che visiterete.

Purtroppo il parco della palazzina non è visitabile, ma spero che col tempo verrà aperto al pubblico perché deve essere davvero molto esteso e immagino si possano trascorrere dei bei pomeriggi camminandovi e scoprendo ulteriori particolari sulla storia della famiglia sabauda.

Anche se le aree già visitabili del museo meritano attenzione e lo rendono davvero affascinante, mi auguro che tutti gli spazi della palazzina possano col tempo essere aperti al pubblico. Mi domando quanti altri tesori può riservare questo luogo! Pensate che c'è ancora il letto originale del Re, che si affacciava sul Monviso, cima cara ai Savoia. La stanza più bella di tutte però, secondo me, è il Salone delle feste, situato al centro della palazzina. Un vero capolavoro!

Se siete alla ricerca di maggiori informazioni, vi consiglio di visitare il sito della Fondazione Ordine Mauriziano e la relativa pagina Facebook

Ora vi saluto con questa foto che ho scattato dall'esterno della palazzina, quasi al tramonto:

Foto dell'esterno della Palazzina di Stupinigi



Sara




venerdì 31 agosto 2018

Il Castello Savoia a Gressoney

Se vi piacciono i luoghi da fiaba, non saprete resistere al fascino del Castello Savoia a Gressoney. Io l'ho scoperto per caso navigando sul web e ho deciso che doveva assolutamente diventare meta di una mia gita culturale. E così ho colto l'occasione per scappare dal caldo torrido di quest'estate e godermi un po' di fresco in Valle d'Aosta. Appena sono arrivata ai piedi del castello mi sono trovata davanti a questo panorama:

Castello Savoia a Gressoney
Se questa foto vi piace, vi posso assicurare che dal vivo è anche meglio. Ho fantasticato a lungo su come dev'essere stata la vita di corte in un luogo così affascinante e ora che sono tornata mi sento davvero di consigliare la visita a tutti perché secondo me è davvero interessante. 

Fortemente voluto dalla Regina Margherita di Savoia, il castello le è stato regalato dal marito, Re Umberto I, che aveva disposto che la prima pietra dell'edificio venisse posata nell'agosto del 1899. 
Assassinato a Monza l'anno seguente, il Re non ebbe la possibilità di vedere terminati i lavori per il Castello, che fu pronto in cinque anni. La Regina invece scelse Gressoney per molti dei suoi soggiorni estivi; l'ultima volta nel 1925, un anno prima della sua morte.

Acquistato poi da un industriale milanese nel 1936, l'immobile è di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta dal 1981. 

Castello di Gressoney, vista dal basso

Il Castello, realizzato dall'architetto Emilio Stramucci, si trova nella località Belvedere di Gressoney-Saint-Jean, da dove si può godere della vista sulla vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. Vedete quella bella veranda? In effetti vi posso assicurare che da lì il panorama è davvero mozzafiato. 
L'esterno del castello è stato rivestito in pietra da taglio grigia proveniente dalle cave della zona e si compone di cinque torri cuspidate, una diversa dall'altra, con un complesso centrale. Non tutte le torri ospitano parti abitabili del castello, alcune sono servite solo a conferirgli il suo aspetto fiabesco. 

L'edificio si compone di tre piani. Oggi è possibile visitare il pianterreno con la zona giorno e il piano superiore con gli appartamenti reali. Gli interni del castello, i cui arredi sono tutti autentici, sono davvero bellissimi. Troverete molti riferimenti alle margherite, in omaggio alla Regina, e alcuni dei motti e dei simboli di Casa Savoia. 

All'interno del castello non troverete invece le cucine, perché la Regina Margherita non amava gli odori del cibo. Per evitare che potessero arrivarle alle narici, allora, le cucine vennero costruite distaccate dal castello, nei locali che oggi ospitano la biglietteria. Per far arrivare le portate in tavola era stato ideato un sistema sotterraneo di binari, di modo che il cameriere potesse ricevere i piatti e servirli direttamente alla Regina e ai suoi commensali. 
Per rendere confortevole il suo soggiorno alla Regina era stato pensato a tutto, considerato che c'era pure il riscaldamento.  

Al castello si accede con una visita guidata della durata di circa quaranta minuti, che potete prenotare online o direttamente sul posto. 

Per maggiori informazioni sul Castello e per pianificare al meglio la vostra visita consultate il sito www.lovevda.it

Grazie per aver letto e alla prossima puntata,

Sara









venerdì 29 giugno 2018

Il Museo egizio di Torino

Che il Museo egizio di Torino ospiti la più grande collezione di egittologia in Italia e una delle più grandi nel mondo è noto a tutti, ma lo avete già visitato dopo che è stato rinnovato?

Eh sì, perché dovete sapere che ci ero già stata qualche anno fa, prima del suo rinnovo. Ero rimasta un po' delusa, perché avevo tanto sentito parlare di questa preziosa collezione custodita a Torino eppure quel museo mi aveva lasciato poco e niente. Ovviamente il limite era mio, che non conoscevo così bene l'argomento, ma devo dire che non lo avevo trovato  un museo parlante, non ero riuscita a capire granché di quello che vi era esposto, nonostante i miei sforzi di leggere e documentarmi durante la visita.


Adesso? Adesso è tutta un'altra storia! Dopo il suo rinnovo, il museo è stato ampliato notevolmente e si è dotato di numerosi pannelli esplicativi oltre che di una bella audio - video guida, che i visitatori possono ritirare prima d' iniziare il percorso di visita. Questo strumento è diverso da tutti gli altri di cui vi ho parlato nelle puntate precedenti, perché non permette solo di ascoltare, ma anche di vedere filmati esplicativi che vi guideranno nella visita. All'inizio del percorso potrete scegliere tra diversi itinerari con durate temporali diverse e personalizzare la vostra visita secondo le vostre esigenze.  

Se avete tempo, vi consiglio di scegliere l'itinerario completo e poi eventualmente se c'è qualcosa che preferite saltare di passare oltre. Proprio perché anche chi ha allestito il museo ha pensato alla sensibilità di tutti i visitatori, in alcuni punti c'è un'indicazione che vi farà sapere prima di avvicinarvi all'esposizione che quello che state per vedere contiene dei resti umani. Non dimentichiamo che gli Egizi erano dei maestri nelle pratiche di conservazione del corpo umano e trovo questa segnalazione corretta, nel rispetto della sensibilità di tutti. 

Il percorso di visita, disposto su più piani, è molto ricco. In tutti gli spazi del museo avrete l'opportunità d' imparare molto sulla civiltà egizia e avrete sotto mano molti reperti storici dettagliati da spiegazioni e didascalie. La mia visita è durata un paio d'ore, ma il bello è che potete decidere voi quanto restare. Qualsiasi cosa deciderete di fare, però, vi consiglio assolutamente di non perdervi la Sala dei Re, dove vi troverete davanti a esempi straordinari di scultura egizia.

Il museo è visitato ogni giorno da tantissime persone, quindi vi consiglio di acquistare i biglietti online sul sito del museo. Investirete qualche euro in più, ma salterete la fila, che in alcuni casi rischia di essere davvero molto lunga. 
Per raggiungere il museo, vi consiglio di prendere il treno e scendere a Torino Porta Nuova. Da lì, sono pochi minuti a piedi. Alla fine della visita troverete molti posti dove fare una pausa e mangiare o bere qualcosa o fare shopping. Il museo è proprio nel centro di Torino, a due passi da Piazza Castello, Piazza San Carlo e Via Roma.
Per maggiori informazioni e per pianificare al meglio la vostra visita visitate il sito del museo 

Vi lascio con la fotografia degli esterni del Museo:

Museo egizio di Torino, esterni



Grazie per aver letto e alla prossima puntata!

Sara






venerdì 23 marzo 2018

Antonio Ligabue in mostra a Palazzo Ducale

Fino al 1° luglio 2018 nella Loggia degli Abati del Palazzo Ducale di Genova si può visitare la mostra dedicata ad Antonio Ligabue.

Si tratta di un'esposizione decisamente interessante, che vi farà conoscere meglio l'arte e la personalità di questo artista. Le opere in mostra sono veramente notevoli, in particolar modo secondo me quelle che raffigurano gli animali.

Il percorso di visita dura circa un'ora, un'ora e mezza. Compresa nel prezzo c'è anche l'audioguida. Secondo me per questa mostra non è uno strumento fondamentale alla totale comprensione dell'esposizione, però consiglio di prenderla in ogni caso perché qualche particolare in più
 potrete scoprirlo di sicuro.

Consiglio la mostra a tutti, anche alle famiglie con bambini, ai quali la mostra dedica un percorso speciale.

Per maggior informazioni sulla mostra e per pianificare al meglio la vostra visita visitate il sito di Palazzo Ducale. 

Ringraziandovi per aver letto, vi saluto con questa foto dell'entrata alla mostra:


Entrata alla mostra




martedì 16 gennaio 2018

Van Gogh. Tra il grano e il cielo

Vicenza, Basilica Palladiana

Fino all' 8 aprile 2018, la Basilica Palladiana di Vicenza ospiterà la mostra "Van Gogh. Tra il grano e il cielo". Vedete tutte quelle persone in fila? Sotto le Feste, quella era la coda per i visitatori che non avevano prenotato il loro biglietto. Credo che non avrete difficoltà a immaginare la mia gioia per aver deciso di prenotare il mio ingresso!

La mostra, a cura di Marco Goldin, ospita 43 dipinti e 86 disegni realizzati da Van Gogh nell'arco della sua vita. Il percorso di visita, che dura circa un'ora e mezza, è interessante e ben strutturato.
Per alcune opere è disponibile la spiegazione dell' audioguida. Ascoltare il curatore che descrive le opere e le contestualizza è molto interessante, ma chi preferisse non acquistarla può stare tranquillo perché ci sono delle spiegazioni a muro piuttosto dettagliate ed efficaci. 

La mostra mi è piaciuta molto e mi sento di consigliarla soprattutto agli appassionati d'arte e agli esperti del settore. In questa occasione non troverete i quadri più famosi di Van Gogh, ma potrete conoscerlo meglio attraverso una serie di disegni e di opere meno note. 
Se volete farvi un'idea più approfondita della vita e della personalità dell'artista, mentre visitate la mostra leggete le lettere che l'artista scriveva al fratello. 

Per maggiori informazioni sulla mostra e per pianificare al meglio la vostra visita vi consiglio di visitare il sito www.lineadombra.it

Per me la mostra è stata anche una bella occasione per scoprire Vicenza, dato che non ci ero mai stata. L'ho trovata una città molto carina e viva e presto vi racconterò meglio. 

Grazie per aver letto, 

Sara

sabato 23 dicembre 2017

Picasso. Capolavori del Museo Picasso, Parigi




Fino al 6 maggio 2018, al Palazzo Ducale di Genova potrete visitare la mostra "Picasso. Capolavori del Museo Picasso, Parigi". 

In esposizione, divise per sezioni tematiche, alcune opere provenienti dal museo parigino dedicato a Picasso. Durante i suoi spostamenti da un atélier all'altro, l'artista spagnolo ha sempre deciso di portare con sé le opere presenti in mostra. Oltre ai quadri, in mostra troverete anche un video e alcune fotografie. 

Lungo il percorso di visita, che dura circa un'ora, troverete numerose opere. Per la maggior parte di queste troverete una spiegazione a muro. Per chi volesse, compresa nel prezzo del biglietto d'ingresso alla mostra, c'è anche l'audioguida, che io consiglio di prendere. 

La mostra individua e comunica bene le tappe della vita di Picasso, anche attraverso il racconto delle sue amanti e dei suoi traslochi. Ho trovato molto interessanti, tra l'altro, le citazioni sulle pareti perché mi hanno trasmesso una senso di maggiore vicinanza con l'artista. 

Se siete alla ricerca di maggiori informazioni sulla mostra e state pensando di pianificare la vostra visita, vi consiglio di visitare: 




Prima di salutarvi, vi ricordo che alla Pinacoteca di Savona potrete trovare, tra le altre, un'opera di Picasso: Vaso donna ceramica, del 1959. Ecco la puntata che vi avevo dedicato: www.sarapastorino.blogspot.it

Grazie per aver letto e alla prossima puntata, 

Sara

domenica 10 dicembre 2017

Castello Mackenzie a Genova

Castello Mackenzie, Genova
Lo riconoscete? Io non lo conoscevo. Si tratta di Castello Mackenzie, a Genova. Ai tempi dell'università, mentre raggiungevo la sede dell'Albergo dei Poveri, vedevo sempre spuntare la torre di questo castello e, rimanendone affascinata, mi chiedevo di che luogo si trattasse.  Un giorno, chiedendo in giro, finalmente ho scoperto dell'esistenza di Castello Mackenzie.

Costruito tra il 1893 e il 1905 dall' architetto fiorentino Gino Coppedè per volere dell’assicuratore di origini scozzesi Evan Mackenzie, nel corso del tempo il castello ha cambiato molti proprietari, è stato adibito a diversi utilizzi. Oggi? Oggi il Castello è una casa d'aste e se volete maggiori informazioni in merito vi consiglio di visitare il sito della Casa d'Aste Cambi

Dopo essermi informata sia in rete che di persona, ho scoperto che il castello in alcune occasioni è visitabile. Ho quindi prenotato la mia visita guidata e devo dire che è stato veramente molto interessante. La guida è preparatissima, mi ha raccontato un sacco di storie interessanti e si è dimostrata disponibile a rispondere a tutte le mie domande. Che bello quando una realtà privata permette che un luogo così bello possa essere visitato!

Secondo me questo bellissimo castello, a pochi passi da Piazza Manin a Genova, nelle immediate vicinanze della Ferrovia Genova - Casella, è veramente capace di sorprendere per la sua ricchezza dei suoi particolari architettonici e per tutta la sua affascinante storia.

Spero di avervi incuriosito abbastanza da voler almeno leggere gli approfondimenti sul sito della Casa d'Aste Cambi


Grazie per aver letto e alla prossima puntata,

Sara